Città Caudina Candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028

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Promuoviamo la Valle Caudina come Capitale Italiana della Cultura 2028, valorizzando storia e territorio.

VERSO LA COMUNITA' DI PRATICA

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VERSO

LA COMUNITA'

DI PRATICA

agricoltura, cultura, innovazione

per la Città Caudina 2028

28 - 29 Novembre 2025

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CERVINARA (AV)

Sala della Cultura | P.zza Trescine

IL PERCORSO VERSO LA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2028


La candidatura della Città Caudina a Capitale Italiana della Cultura 2028 nasce in un contesto rurale e policentrico. Quattordici comuni con un unico orizzonte: trasformare una valle di «passaggio» in laboratorio di innovazione sociale, ambientale, culturale ed economica.
Il Masterplan, con i nuovi indirizzi di sviluppo già approvati, delinea una visione condivisa che mette al centro comunità, patrimoni diffusi, paesaggi agricoli e filiere produttive.
La cifra culturale della candidatura si condensa nel motto «Terra Futura. Europa abita qui»: Europa non è uno sfondo generico, ma una presenza storicamente sedimentata. La Valle Caudina è infatti territorio che si collega all’Europa attraverso grandi opere e patrimoni riconosciuti – dalla via Appia all’Acquedotto Carolino, fino al Vaso di Asteas con il «Ratto di Europa» – e per la sua posizione di cerniera tra Tirreno e Adriatico, corridoio naturale di scambi, transiti, culture.
La candidatura propone la valle come luogo in cui sperimentare, in scala territoriale, i grandi temi europei – transizione ecologica e digitale, coesione sociale, innovazione dei sistemi agroalimentari e dei paesaggi rurali.
In questo quadro, la candidatura non è un esercizio di competizione, ma un’occasione per consolidare alleanze, rafforzare la governance e sperimentare nuovi modelli di sviluppo territoriale.
È all’interno di questo processo che si inseriscono le due giornate della Comunità di Pratica, organizzate da Marchingegno nell’ambito del TOCC «Transizione Ecologica degli Organismi Culturali e Creativi», finanziato dall’Unione europea NextGenerationEU, e pensate come parte integrante del percorso di candidatura.
Coinvolgendo in modo ampio il tessuto locale, esse costituiscono un dispositivo abilitante che rafforza governance, metodo e cantierabilità delle azioni previste dal dossier, con particolare attenzione all’asse strategico agricoltura come leva di futuro.

CHE COS’È UNA “COMUNITÀ DI PRATICA” (CdP)


L’obiettivo del processo partecipativo proposto è quello di far emergere l’esperienza viva, dei partecipanti e stimolare una riflessione comune sul passaggio dal valore personale a quello collettivo e territoriale. Nel caso del progetto per la Città Caudina, la sfida è individuare strategie e modalità operative affinché l’agricoltura sia fattore di innovazione in tutte le dimensioni, non solo economica, ma anche ambientale, sociale, culturale.
La Comunità di Pratica intende tradursi, quindi, in un’alleanza operativa e permanente tra agricoltori, imprese di filiera, scuole, enti pubblici, operatori culturali e turistici, terzo settore e cittadini attivi, che opera con lo scopo di:
● mettere in comune esperienze, dati e prototipi su agricoltura sostenibile, rigenerazione paesaggistica, salute/benessere, nuovi format artistici/creativi.
● trasformare tali saperi in nuovi percorsi collaborativi, format e progetti replicabili
● integrare cultura e arte nei processi di territorio
● abilitare nuove forme di turismo coerenti con le vocazioni locali
● orientare politiche e investimenti condividendo metriche di impatto.

GLI OBIETTIVI


● Costruire una piattaforma multi-attore che integri innovazione agricola, culture di comunità e industrie creative, generando valore e impatti misurabili.
● Allineare il percorso per la candidatura con sfide nazionali/europee: transizione ecologica e digitale, adattamento climatico, mercati agro-alimentari, turismo lento, welfare culturale.
● Proporre esiti operativi per il percorso di candidatura: mappature, linee guida, prototipi (itinerari, format, residenze), metriche di impatto e procedure minime per l’attuazione.

A CHI CI RIVOLGIAMO


La CdP che intendiamo attivare è multi-attoriale: aggrega soggetti diversi attorno a obiettivi comuni, valorizzando competenze complementari. Per questo l’iniziativa convoca intenzionalmente un ampio ventaglio di destinatari: non è dispersione, ma condizione abilitante per fare dell’agricoltura una piattaforma di innovazione culturale, sociale ed economica.

Saranno chiamati a partecipare e intervenire:
● Istituzioni e sistema pubblico Comuni, GAL, Parchi, Musei, istituzioni scolastiche, terzo settore, tutti i partecipanti al Comitato Promotore della candidatura
● Filiera agro-alimentare e impresa Agricoltori, aziende di trasformazione, agriturismi, ristoratori, associazioni di categoria
● Filiere culturali e creative Pro loco, associazioni culturali, associazioni sociali, artisti e creativi, operatori e progettisti culturali.
● Sistema dell’accoglienza Operatori turistici, destination manager, tour operator, reti dell’ospitalità, guide turistiche e ambientali

L’invito è rivolto particolarmente a tutti coloro che hanno presentato progetti per la candidatura